È stata una notte altalenante per la Roma, che ha accarezzato a lungo l’idea di mettere le mani su una vittoria tutt’altro che banale. Alla fine, però, è arrivata una sconfitta che fa male: un 4-3 che spezza le gambe agli uomini di Gian Piero Gasperini, i quali possono comunque portarsi a Trigoria qualche segnale positivo.
Insomma, quest’ultimo risultato consegna alla Serie A un quadro della situazione a dir poco inquietante. Quattro sconfitte su quattro (non era mai successo nella storia del calcio italiano) e quei sogni di rinascita che sembravano riaffiorare e che, invece, sono stati spazzati via da due giorni di UEFA Champions League davvero impietosi.
Serie A, l’allarme squilla ancora più forte: altro che rinascita
Altro che rinascita: questa seconda giornata della League Phase di UEFA Champions League fa emergere uno stato di salute del calcio italiano tutt’altro che rassicurante. La sensazione, sempre più netta, è che il calcio del Bel Paese viaggi a intensità diverse rispetto a quello degli altri campionati.
Se in Serie A queste difficoltà possono essere mascherate, nelle serate europee tutti i limiti vengono a galla. Emergono nel momento in cui il Napoli si arrende al Villarreal in nemmeno un tempo e in cui l’Inter, che per molti sarebbe addirittura una pretendente al titolo, si fa del male da sola, mostrando i limiti di una coperta fin troppo corta.
A questo si aggiunge un’ulteriore conferma: il calcio italiano è ancora lontano dalla rinascita. Certo, si possono mettere in conto la sconfitta di un Como che è soltanto agli inizi del proprio percorso internazionale e quella della Roma contro una corazzata guidata da Mourinho. È l’insieme dei risultati, però, a preoccupare. Un quadro che, senza lasciare molto spazio a repliche, spegne sul nascere ogni sogno di gloria.
Il calcio italiano non sta tornando ai livelli sperati: è ancora un «malato» che, a stento, riesce a camminare.



















