Cacciamani si racconta tra presente e futuro al Torino. Dal rinnovo al rapporto con Ignazio Abate, passando per l’esperienza alla Juve Stabia e la prima convocazione in Nazionale maggiore: ecco le sue dichiarazioni, riportate da TMW.

SULL’INIZIO DI STAGIONE DA TITOLARE

«Con serenità e con la voglia di lavorare e di migliorarmi sempre, giorno dopo giorno, credendo sempre nel lavoro e credendo che piano piano i risultati possano arrivare, nonostante magari alcune partite non siano finora girate per il verso giusto. Questo inizio di stagione mi riempie di orgoglio e di felicità, spero di continuare verso questa strada».

SUL RITROVARE ABATE

«L’anno scorso abbiamo condiviso dei momenti bellissimi, ma anche altri difficili. Ritrovarlo qua è stato bello, sono molto riconoscente a quello che mi ha dato la scorsa stagione».

SUL RINNOVO

«Questo rinnovo è motivo di orgoglio, mi fa capire che il lavoro fatto fino adesso sta iniziando a dare i frutti, mi fa capire la fiducia che il club e il presidente hanno riposto in me. Però non deve assolutamente essere un punto di arrivo, ma solo un punto di partenza, ora devo continuare a lavorare».

DAL SETTORE GIOVANILE ALLA PRIMA SQUADRA

«Il primo anno è stato di adattamento, sono uscito di casa che avevo sedici anni. La prima stagione è andata bene, ma non è stata semplice. Nel secondo anno avevo già preso le misure con i ritmi e con le persone, poi ho stretto i rapporti all’interno del club: ho iniziato a sentirmi a mio agio, da lì la mia crescita è cominciata e proseguita in modo costante».

L’ESPERIENZA ALLA JUVE STABIA

«Ho vissuto dei momenti straordinari, ma il nostro valore, alla Juve Stabia, è venuto fuori soprattutto nei momenti difficili. L’anno è stato intenso ed è finito in un modo bello, anche se a quel punto volevamo qualcosa di più. È stato fantastico».

Ancora sul prestito: «Mi ha aiutato a crescere, dal punto di vista tecnico ma anche umano: sono entrato nel mondo dei grandi, con professionisti veri, che ti mostrano come approcciare questo sport al meglio a 360°. Ho avuto la fortuna di avere compagni aperti e bravi con me. Hanno insistito molto sulla cura del dettaglio, dentro e fuori dal campo».

LA PRIMA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE

«È stata inaspettata, sinceramente. Ma l’ho colta con grandissimo orgoglio e grandissima felicità».

IL RUOLO CON ABATE

«Molto bene, è un ruolo che ho imparato a fare l’anno scorso. Sono migliorato molto in entrambe le fasi, ma logicamente devo lavorare su quella difensiva. È un ruolo che mi piace ricoprire, il mister mi dà libertà, ma devo migliorare ancora tanto».

COSA PUÒ DARE AL TORINO

«Sono certo di poter dare tutto il mio impegno e tutto il mio amore verso questa maglia, verso questi colori. È l’unica cosa che mi sento di poter assicurare. Per quanto riguarda i risultati, non lo so, speriamo anche in quelli. Ma posso dare sacrificio, impegno e sudore».

NUMERO 77 E MITO CALCISTICO

«Per un fatto puramente estetico. Non ho idoli particolari con questo numero».

Sul suo modello: «Ne ho tanti, ma tra tutti mi piace Bale per il suo strapotere fisico, la sua progressione… È lui».

SCUOLA E MATURITÀ

«Secondo me sta andando bene, ma conciliare gli impegni, gli allenamenti e la scuola non è facile. Tutto richiede impegno, anche la scuola. Ma credo che sia una tappa fondamentale e che tenere la testa allenata mi aiuti poi sul campo».

L’OBIETTIVO STAGIONALE

«L’obiettivo personale è fare bene con la squadra perché la squadra viene prima di tutto. Dobbiamo fare più punti possibili e scendere in campo sempre con lo spirito giusto, mettendo in campo le idee che il mister ci vuole trasmettere. Questo è l’obiettivo principale e deve essere alla base di ogni partita. Poi tireremo le somme».